Domenica alla Odradek noi ci saremo!

Qualcuno mi ha detto che la poesia rivendica il diritto di ogni persona ad ascoltare parole diverse da quelle che si aspetta. Diverse da quelle dette anche in circostanze che poco hanno a che fare con la poesia. Mi piace pensare che un certo modo di scrivere esista soltanto per cogliere la rivendicazione muta che si trova ovunque, in febbrile attesa di tutte le parole che non sono state ancora pensate. Parole che vengono dal basso, dall’esperienza che di primo acchito è sempre muta, piuttosto che dall’alto, di uno scopo o da un sapere che sa già il fatto suo perché codificato in un modo ineludibile. Scrivendo da parecchi anni poesia, so quanto ci sia da perdere quando la propria scrittura non riesce a agganciare le anomalie della contemporaneità, insinuate nelle maglie dei vissuti passati e presenti. E quando dico “vissuti” penso sempre a qualcosa di empirico. Da donna so anche come un certo modo di scrivere, esattamente come la nascita e la morte, ha a che fare con un dato inesatto e spesso illeggibile con il quale anche senza scrivere, qualcuno si sente ancora chiamato a fare i conti. Forse per questo, a un certo punto, mi è capitato di ritrattare la parola verso anche dal suo etimo, in favore di una scrittura senza quell’argine, cercando qualcosa che si adattasse meglio alle complessità in perenne transito sotto le evidenze più ripetitive. Con ciò ho provato a rendere permeabili due complessità: quella che galleggia in superficie, legata a nuovi e vecchi linguaggi e quella di un quotidiano sempre più liquido. Questa rottura dell’argine che il verso rappresenta senza sconfinare nella prosa, né seguire strade già battute da altri poeti, nel mio caso spero abbia coinciso con una ricerca nell’ambito di quella rivendicazione di cui sopra. Dalla postfazione di Annina Tragicomica, Formebrevi, 2017.

Aspetto con ansia il piacere di incontrare gli amici di Roma alla presentazione di Annina Tragicomica che si terrà domenica prossima alle 10,30 presso la bellissima libreria Odradek. Grazie infinite a Fiammetta Bardelli e Anna Maria Curci con le quali non vedo l’ora di passare qualche ora nell’ambito di un incontro in cui la relazione tra persone dà il meglio di sé e inevitabilmente semina futuro. Il mio pensiero domenica è con Giovanni Duminuco, editore di Annina che ha creduto già nel 2016 quando gliel’ho proposto, in un libro così evidentemente non spendibile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: