Il pathos non è un’emozione, tanto meno c’entra col mistero custodito in ciò che non sappiamo del presente. Piuttosto definisce la sospensione di un luogo e un tempo già vissuti, capaci di stabilire direttamente dal passato un contatto attuale con noi. Un contatto per questo motivo straniante. #Lafigliaoscura di #ElenaFerrante è il romanzo che più di tutti gli altri dell’autrice evoca questa eventualità. La trama che la voce di Leda, l’io narrante, dipana, riguarda una piccola comunità familiare di origine campana, stretta intorno al personaggio di Nina, una giovane e bellissima madre. Leda, la protagonista, incontra quella famiglia casualmente, perché tutti loro si trovano in un non precisato paesino della costa ionica per una vacanza. Da qui in poi l’autrice opera un cambiamento di prospettiva continuo che oscilla dall’introspezione di Leda a una visione introspettiva di quella piccola comunità cui in qualche oscuro modo Leda si sente di appartenere. Ma l’introspezione di una comunità di cui un componente, per necessità, virtù o sfortuna, si faccia carico, è un’operazione psichicamente complessa. Leda, evoluta, emancipata, coltissima, del tutto inaspettatamente si trova a condividere la spiaggia con un nucleo familiare in odore di camorra, molto simile a quello delle sue origini, e ciò la condurrà a una fatale dissociazione. Soprattutto Nina pare il ricettacolo di tutto ciò di cui a torto o a ragione Leda si sente priva. Sarà perciò Nina il fulcro psicologico che porterà Leda all’azione che sta al centro della trama di questo romanzo (dal Libro di tutti e di nessuno Elena Ferrante un ritratto delle italiane del XX secolo p.176 ) Tanto per ricominciare vi volevo dire che se non l’avete ancora visto su #Netflix c’è La figlia oscura, tratto dal romanzo omonimo di Elena Ferrante, forse il più conturbante di tutti. Dato che il 2024 sarà l’anno della #serieTV #L’amicageniale4, la #befana in arrivo con il freddo può essere una buona occasione per mettervi comodi e farsi stranire ancora una volta da una trama ferrantiana prestata al cinema e sbalzata da #Napoli in #Grecia. Infallibile #OliviaColman. #DakotaJohnson sembra appena uscita dal set di #Cinquantasfumaturedigrigio ahimè e con l’enigmatica Nina c’entra poco. Ma a #MaggieGyllenhaal, la regista, perdonerò sempre tutto dopo che nel 2002 e’ stata #TheSecretary. Guardate il film e leggete e rileggete il libro e capirete come certa complessità Ferrante ve l’ha sempre messa sotto gli occhi facendola sembrare facile facile