Questa rubrica è stata pensata per accompagnare lettrici e lettori del sito della Società Italiana delle letterate per sette mesi, sette come le componenti di questo direttivo uscente che si concluderà con il mese di dicembre 2023. Ogni quindici del mese la parola andrà a una di noi  e saranno in questo caso parole animate dal desiderio di lasciare un segno del lavoro intenso che ha contraddistinto gli anni un po’ anomali ma molto interessanti  della pandemia. Il primo messaggio in bottiglia è da parte mia, buona lettura


Il copyright dell’immagine di copertina è di Anna Toscano

Dalle socie del direttivo messaggi in bottiglia è una rubrica a cura di Viviana Scarinci



Sono al mio secondo direttivo quindi il mio compito in SIL per statuto finisce con dicembre 2023. La mia presenza nel primo direttivo è stata motivata non da una elezione, come è avvenuto per il secondo, ma per cooptazione essendosi creata l’esigenza di integrare la carica di una socia dimissionaria. Tuttavia il mio rapporto con SIL è un rapporto antico, difficile e bello come si può dire solo dei grandi amori. E si lega direi in modo intricato e strettissimo alla mia ricerca su Elena Ferrante iniziata ai tempi in cui questa scrittrice non era stata ancora tradotta e in Italia già la critica femminista sillina se ne occupava. Il mio primo  intervento pubblico  su Elena Ferrante, in termini di opportunità ma anche di condivisione di saperi lo devo a Bia Sarasini all’epoca direttrice di Letterate Magazine che del mio lungo articolo monografico ne fece un numero speciale della rivista digitale ora disponibile sul sito della SIL era dicembre del 2012.

Sono anche altri i debiti di riconoscenza che ho contratto con il lavoro delle socie della prima ora e delle fondatrici e anche con le socie più recenti informatissime dei contenuti complessi e poliedrici che si celano sotto la definizione di femminismi. Tuttavia credo che quella prima fiducia accordata da Bia Sarasini è stato il motivo per cui in questi due difficili direttivi ho deciso di perseverare prestando come alcune altre  mie colleghe molto tempo e molto lavoro invisibile, nel mio caso attraverso la cura del sito della SIL e della gestione dei contenuti ad esso destinati. Ciò al fine di elaborare un sempre maggiore numero di possibilità di emersione per quella scrittura delle donne così facile da etichettare e in fondo poco conosciuta nei suoi aspetti peculiari e fondanti.

È per questo motivo e anche per cercare di immaginare una ulteriore modalità di comunicazione dei contenuti, degli stili e delle storie di certe scrittrici che con Anna Toscano abbiamo immaginato e poi realizzato Nina, il podcast della SIL predisponendone l’uscita su tutte le più importanti piattaforme di condivisione. Quelle che abbiamo proposto e continueremo a proporre sono quasi sempre autrici  la cui fama purtroppo non è proporzionata all’importanza del ruolo che meriterebbero nell’ambito di uno studio critico davvero corredato di tutti gli strumenti necessari alla comprensione del loro fenomeno letterario.

Ho aperto simbolicamente  la mia esperienza nel direttivo della SIL con la presentazione de Il libro di tutti e di nessuno. Elena Ferrante un ritratto delle italiane del XX secolo  (Iacobelli) nell’ambito del convegno nazionale tenuto nel 2020 presso la casa internazionale delle donne di Roma.  Altrettanto  simbolicamente mi appresto a chiudere questa esperienza con la presentazione del libro nell’ambito di un progetto ideato e organizzato da Elvira Federici, presidente SIL, e Biblioteche di Roma presso la Biblioteca Flaminia a cura della direttrice Fiammetta Crivelli e con la moderazione di Lilia Bellucci il 15 giugno alle 17,30. Parleremo di Elena Ferrante ma anche della Società Italiana delle Letterate e del ruolo di ricerca, studio e promozione  che questa istituzione ha saputo svolgere fin dalla sua fondazione, vi aspetto.

Questo testo è stato pubblicato sul sito della Società Italian delle Letterate il 15 maggio 2023

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